René sta disteso sul letto in un cogitabondo dormiveglia quando una mosca si posa sul suo importante naso. È stanco e imbelle, non trova nemmeno la forza di cacciarla via. Inizia a cogitare: “Quale distanza c’è tra la mosca e il soffitto?”

Un pensiero tira l’altro: “Quale distanza tra la mosca e il pavimento?”

L’immagine è una linea verticale che va dalla punta del naso fino al soffitto e poi fino al pavimento. Un pensiero tira l’altro e… “Posso anche disegnare una linea orizzontale dal mio naso alla spalliera del letto e poi fino a quel brutto quadro di avo sconosciuto sulla parete davanti”.

 Cartesio deduce: “La mosca è il punto di intersezione tra la retta verticale e la orizzontale nello spazio”. In pratica ha geometricamente disegnato una croce simmetrica. La meraviglia lo fa sussultare, la mosca vola via, lui resta immobile, ha scoperto gli assi cartesiani:

“Qual è la distanza tra la mosca e la parete a destra e quella a sinistra?”

Nello spazio ora ci sono tre linee: verticale, orizzontale e sagittale: alto-basso, avanti-dietro, destra-sinistra. Queste linee sono i tre assi delle coordinate cartesiane: ascisse, ordinate e quote. Cartesio riesce a rappresentare un punto nello spazio con precisione geometrica. Per fare il filosofo ci vuole naso.

 

Non ci si rende conto di quanto sia rivoluzionaria l'intuizione di Cartesio. Da sempre l'uomo, ha cercato di rappresentare geometricamente i punti nello spazio. Mi vengono in mente le figure egizie tutte messe di lato. Euclide, Archimede, Alhazen, Giotto, Brunelleschi, Leonardo da Vinci hanno segnato un lungo percorso verso la tridimensionalità.

Ma è grazie al bel naso di Cartesio che siamo riusciti a rappresentare il Volume.

Alto-basso, avanti-dietro, destra-sinistra, gli assi cartesiani sono fondamentali in tutte le scienze, nella geometria analitica, nella fisica, nella grafica dei computer dove riusciamo a modellare scene virtuali in 3D.

Quando una legge è universale è valida sempre, così dobbiamo tenerla presente anche quando si parla di salute. Perché noi uomini non siamo come un fumetto disegnato sulla pagina, non siamo in un piano come superman che vola sui grattacieli, noi siamo un volume, viviamo nella terza dimensione, siamo un superman in estensione 3D, tridimensionali.

Per farla corta abbiamo una nostra sfera in tre dimensioni che si connette, in quanto volume, con l'ambiente che ci circonda, anch’esso volume. In pratica noi siamo un punto nello spazio come una mosca sul naso di Cartesio pronti a volar via.

 

Il mio cane Chiro

Chissà perché filosofi e poeti fanno sempre lunghe passeggiate. Lo fanno per annullare la mente e mettere in moto il cervello diversificato, per digerire un evento, un’immagine, per lasciare libero il corpo di incarnare un concetto, un’idea, che “finché resta un’idea è pur sempre un’astrazione. Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”. Così la canta Giorgio Gaber.

Sono talmente preso dal “cogito ergo sum” che mi sta arrivando un gran mal di testa cartesiano.

Allora decido di fare una passeggiata in campagna con il mio cane Chiro, un cucciolo meticcio nero come carbone, statura media, ma impostato e potente, flessibile e scattante come un gatto.

Sulla collina in alto, al centro di una radura vedo un branco di cinghiali. D’improvviso Chiro si blocca, annusa gli odori e si alza su due zampe per poter guardare oltre la siepe. Spalanca gli occhi, punta le narici, alza la zampa destra a mezz’aria, resta immobile, attento, pronto a scattare, uno, due, tre minuti, statico.

 

Osservo la sua posa armonica, statuaria. Il suo naso diventa il punto centrale dell'intera immagine, il punto di unione tra Chiro e i cinghiali. Sembra voglia assorbire dal naso tutta l’aria intorno, bere con gli occhi tutto l’ambiente, immobile, pronto a carpire ogni minimo movimento.

Lo guardo attentamente, cerco di assumere la sua posa, con la gamba destra alzata pronta a scattare, bevo con gli occhi e con il naso tutto l’ambiente intorno, mi sento un volume, sono immobile, in equilibrio. E mi torna in mente la mosca di Cartesio.

Mi accorgo che un filo lega il mio naso all’orizzonte, e un filo contrario mi collega all’orizzonte di dietro. Scopro un altro filo che mi unisce al centro della terra, e un altro che mi spinge allo zenit, in alto, in un luogo lontano nel cielo.

Seguendo le coordinate di Cartesio mi accorgo che un filo mi unisce all’est e all’ovest, destra e sinistra. Così ho disegnato una linea verticale, una linea orizzontale ed una sagittale, le mie personali coordinate X Y Z, ed io una mosca al centro del mondo.

 

“Corpo che pensa”

Il mio cane Chiro non sa di Cartesio, non conosce le coordinate x-y-z, eppure le applica perfettamente. Ho cercato di immedesimarmi nel cane, “guarda e copia” mi diceva sempre mia madre. Quando mi sono trovato fuori dal tempo, in un perfetto equilibrio e senza fatica, in armonia con me stesso e col mondo, il pensiero è giunto a Cartesio, alle sue coordinate. E stavo quasi per cadere a terra. Il Pensiero mi ha distratto.

Anche Chiro si distrae, si avvicina e mi lecca il dorso di una mano. Lui ha capito, mi ritrovo in una situazione paradossale, dentro di me è come un corto circuito tra mente e corpo, lei, la mente, mi dice una cosa, lui, il corpo, me ne dice un’altra. Sento nella testa la voce di Cartesio che ripete: “Cogito, ergo sum”. Ma intanto sento dal ventre la voce di Lao Tzu che sussurra: “Corpo che pensa, mente che danza”. Ed io non riesco a mettere insieme le due voci e i due ritmi.

 

Sto letteralmente in tilt, cartesianamente preso da mille dubbi. Mi chiedo se Mente e Corpo sono veramente due elementi distinti. Come interagiscono Pensiero e Materia? E poi: che cosa si intende col termine “Intelligenza”? Si parla di Intelligenza Artificiale o Ignoranza Naturale?

Cartesio dice “Res Cogitans” e “Res Extesa”, che sono due cose totalmente diverse, dice che interagiscono attraverso la ghiandola pineale, ma è ormai dimostrato che si tratta di una grande cavolata. Galeno e Lao Tzu mi parlano invece di un’energia che pervade l’universo intero e la chiamano rispettivamente “Pneuma” o “Qi”, però queste non si vedono al microscopio.

È tutt’ora un mistero, un problema posto da Cartesio e oggi ancora irrisolto, eppure il mio maestro Saggio Chiro, mi ha appena dimostrato che il corpo non è stupido, che possiede una propria intelligenza, e mai nessun cervello umano potrà mai comprenderla appieno, quello che non sa la mente già lo sa il corpo, e nessuna intelligenza artificiale avrà un corpo.