Se dico Galeno penso al laboratorio del farmacista, ai simboli dell'arte e filosofia galenica: Bilancia e al Mortaio.
Per gli antichi un Simbolo è qualcosa di veramente importante, essenziale, necessario. Un simbolo non è un logo con cui spesso si fa confusione. Il logo serve per riconoscere un'azienda, un prodotto, un servizio, per vendere qualcosa, il simbolo invece è un'immagine che rappresenta un valore, un concetto, un'idea, è un segno per trasmettere significati universali senza bisogno di parole.
Prendiamo ad esempio l'Olivo, simbolo di Pace, o il Gufo, simbolo di Saggezza, o il Labirinto, simbolo del percorso complicato verso la Conoscenza. Così pure è il Serpente, simbolo di guarigione, di rinascita, di farmaco. E il Caduceo, due serpenti che si intrecciano intorno ad un bastone con le ali e si guardano negli occhi, simbolo di armonia tra gli opposti. Quest'ultima è una storia meravigliosa, forse per un prossimo capitolo.
Non divagare, stavo pensando a Galeno e ai simboli del farmacista: Bilancia, Mortaio e... E..?
"Non c'è due senza tre". "Unduetre chi non ha fatto resta a te", "Fante cavallo e re"... C'è sempre un terzo elemento: "...dal Tre le Diecimila cose"
LA BILANCIA
Simbolo di Equilibrio, di ciò che è giusto, di moderazione, di armonia.
La bilancia ci collega ad Aristotele: "Areté mesòtes éstin", la virtù sta nel mezzo: Il coraggio sta tra la codardia e la temerarietà, la generosità tra la prodigalità e l'avarizia, la moderazione tra l'indulgenza e l'insensibilità. In pratica "la Virtù sta tra l'eccesso e il difetto, consiste nell'evitare gli estremi".
Il "giusto mezzo" non è una media aritmetica, una cifra statistica, uno standard, è individuale, varia da persona a persona, da momento a momento, ognuno ha una sua dose e i suoi tempi. "Est modus in rebus" diceva Orazio: "C’è una misura in tutte le cose".
È nella stessa definizione di Farmaco: "Pharmakòn", la "freccia velenosa" dell'arco di Apollo, dio della luce. È un raggio di sole che porta cura e chiarezza, ma anche malattia, dolore. Ecco la definizione scientifica: "il Farmaco è un veleno che se usato in dosi, modi e tempi opportuni può essere benefico e non dannoso".
Quante volte mi hanno chiesto: "Dottore, questo farmaco è buono o cattivo?" Ed io a spiegare che tutto dipende dalla persona, dalla dose, dalla modalità d'uso. L'ho ripetuto quante di quelle volte che mi sembravo uno spot: "Seguire attentamente le avvertenze e le modalità d'uso". Tant'è. Eppure è questo il ruolo del farmacista e del medico: "Saper dosare, bilanciare rischi e benefici per ogni singolo paziente".
IL MORTAIO
Simbolo di Integrazione, trasformazione. Custodisce un metodo scientifico e filosofico valido per le sostanze come per i pensieri, semplice, quotidiano: triturare, ridurre, raffinare, miscelare in proporzione geometrica. Il Mortaio è "scomposizione degli elementi", "inclusione", "integrazione", "molteplicità", custodisce la visione olistica della medicina.
La malattia dipende da più fattori, quindi ogni terapia è multifattoriale. Ippocrate lo dice chiaramente: "La nozione di malattia presuppone l'esistenza di una molteplicità di elementi in relazione tra di loro, così che l'alternativa o è negare l'esistenza delle malattie e con essa della medicina, o riconoscere che l'uomo è costituito da una molteplicità di elementi".
Non basta un unico farmaco per combattere la malattie e restituire la salute, è necessario bilanciare e miscelare varie possibilità terapeutiche tra loro complementari. Ippocrate consiglia da dove cominciare: "Le terapie fondamentali sono tre: quello che mangi, quello che bevi e gli esercizi che fai".
Mi sembra chiaro: alimentazione, disintossicazione e... Che cosa intende Ippocrate con "Esercizi"?
Qui viene il bello, possiamo finalmente scoprire il terzo elemento.
IL PESTELLO
Ho la farina, il lievito, l'acqua, il sale, il fuoco, ma per fare il pane occorre qualcosa in più: l'esperienza e l'amore di una massaia, la sua Arte. Dal greco Tekné: unione di capacità operativa ad un gesto di cuore. Arte e scienza, coscienza e conoscenza, sono due elementi inscindibili. Anche per suonare uno strumento, dipingere un quadro, fare un tavolo, preparare un farmaco, ci vuole Teknè. Pari pari è per stare in Salute: è Arte e Disciplina.
Tutto il gioco è qui: ho la bilancia, ho il mortaio, ma se non faccio lo sforzo di pestare, triturare, miscelare, se non ci metto il cuore e un pizzico di energia, non riesco a fare nemmeno un uovo battuto.
Galeno era convinto che nella natura si possono trovare tutti i medicamenti, che in noi esiste una forza misteriosa che si chiama "vis medicatrix naturae", la forza riparatrice della natura, l'energia potenziale di guarigione. "Dunque, perché non imitarla?"
Ed ecco che nel mortaio aggiunge un pestello supermagico: "Quella forma di energia vitale e primigenia presente nel cuore che fluisce attraverso il corpo mantenendo in equilibrio l'organismo e l'universo intero". Lo chiama Pneuma. Ma non è una parola sua.
È una storia misteriosa e stupenda, che ci porta nel quinto secolo avanti Cristo, in Asia Minore, a conoscere Talete, Anassimene e Anassimandro, quello dell'Apeiron, che tanto sembra un aperitivo filosofico. Ed eccoci al prossimo racconto: "Pneuma e Galeno".
.