Riassunto delle puntate precedenti

Dopo che il Clarissimus Galenus mi ha portato a conoscere Anassimandro, Anassimene, Eraclito, Ippocrate... mi ha preso l'ardire di invitarlo ad un viaggio in Cina per conoscere il saggio Lao Tzu. Durante il viaggio Galeno mi interroga sul concetto di Bilancia: "La Virtù sta nel mezzo"; su quello del mortaio: "la Salute è buona mescolanza"; sulla Eucrasia: "La malattia è disquilibrio":  sul farmaco: "La Buona Terapia sempre multifattoriale".

Galeno è soddisfatto: "Bene est, recte dixisti".

Però, osserva, hai dimenticato il Pestello, la forza naturale dell'organismo, quella energia vitale che io chiamo "Pneuma". E poi Eraclito con l'armonia degli opposti: "La vita è conflitto tra Bìos e Biòs, vita e morte, la loro armonia da origine al Logos  in cui tutto scorre:  "Panta rei".  Io mi sento come a scuola, e lui: "Brave, septem cum laude ".

 

LAO TZU

Siamo nei pressi di Luo Yang in un posto a tutti sconosciuto. Lao Tzu (o Lao Zi) ci accoglie con un sereno benvenuto, ci fa accomodare su morbidi cuscini e versa lentamente un tè nelle nostre tazze. Si siede e ci sorride impertinente come un saggio filosofo, o forse come un vecchio bambino. Ci spiega che "Lao" significa Vecchio e Saggio; "Tzu"  vuol dire Filosofo e Fanciullo. E conclude: "Sono i bambini i veri Maestri". Ed esplode in una squillante risata: "Eh già, sto invecchiando e tornato bambino."

Racconta che quando viveva a corte ad un tratto si sentì troppo stanco delle continue guerre tra gli Stati combattenti, della corruzione e del disordine in città, dell'indifferenza e della ignoranza a cui piace essere ignoranza. Decise allora di lasciare la corte imperiale per ritirarsi in solitudine sul monte. Ma appena salito sul suo bufalo, il guardiano lo bloccò: "No. Maestro, lei non può andar via senza lasciare un segno della sua saggezza". Così Lao Tzu ha scritto il Tao Te Ching (o DaodeJing) mettendo velocemente insieme tutti i versetti che gli erano venuti in mente durante gli anni a corte. Il Tao Te Ching è diventato il testo base del Taoismo, un classico mondiale, lo è ancora, oggi si direbbe un best seller.

 

IL TAO TE CHING

"Tao" significa "Via e Dottrina"; "Tè" vuol dire "Virtù e Forza spirituale"; "Ching" è il "Grande Libro". È formato da 81 versetti che sembrano lì per caso, gli studiosi hanno avanzato il sospetto che le tavolette erano mal rilegate e nei secoli si erano mescolate come un mazzo di carte. In verità la Via di Lao Tzu si muove su piani molteplici, senza logica, procede per analogie e il  "Lascia andare, Wu Wei".

Il Tao Te Ching descrive i quattro principi fondamentali del taoismo:

1-  il Tao è la Via, il Cammino verso l' Armonia degli opposti;

2 - Yin e Yang sono le forze opposte e complementari che tendono all'equilibrio;

3 - Wu Wei è la Non Azione, l'arte di agire senza sforzo in maniera naturale e spontanea: "Lascia che sia", "Let it be".

4 - il Qi é l'energia vitale che pervade l'organismo dell' universo e di tutti gli esseri  viventi. 

 

Galeno ha un sussulto, nota analogie con il pensiero di Anassimene, Eraclito, Ippocrate... contemporanei di Lao Tzu, ma a 8000 chilometri di distanza. Gli dico: "Dubito che si siano mai conosciuti". Lao Tzu aggiunge: "È solo questione di risonanza". Ora sussulto io perché mi viene in mente il concetto di "correlazione quantistica", ma evito di dirlo.

 

L'INCONTRO CON CONFUCIO

Gli spieghiamo che veniamo dall'Europa, rispettivamente Galeno dal 200 dC, ed io dal 2024 dC. Chiediamo scusa se il nostro approccio occidentale è così diverso da quello della medicina tradizionale cinese che tra noi ci potrebbero essere incomprensioni.

Lui sorride e racconta: "Un giorno venne a trovarmi il saggio Confucio, maestro di morale e disciplina, acerrimo mio concorrente. Lo ascoltai con attenzione, lui enfatizzava correttamente la moralità e l'ordine sociale, io gli dissi di apprezzare vivamente il suo lavoro, che onoravo le sue idee, ma non le condividevo perché troppo rigide e strutturate. Io, gli dissi, amo semplicità e il ritorno alla natura, preferisco il flusso universale del Tao".

A queste parole Galeno mi lancia uno sguardo di intesa: con tutti i guai che gli hanno procurato le fazioni dei medici romani, già sta immaginando chissà quali dispute e litigi tra i due. Ma Lao Tzu, come se intendesse i suoi pensieri, dice serafico: "Noi sappiamo che Il Tao è armonia degli opposti, quindi è giusto così". Poi resta zitto minuti interi, forse a darci il tempo di comprendere.

Lao Tzu apprezza e stima il Maestro Kong Fu Zi per il tentativo di fornire indicazioni di vita saggia e di spiegare il significato di "essere umani". Però "Il principio naturale è la Non-Azione, la Via segue le regole della natura." Eppure gli è enormemente grato perché la verità può essere compresa solo accettando idee divergenti e cercandone così l'armonia yin/yang nel rispetto reciproco e pacificando i conflitti.

"Contrapporsi è sbagliato, è assurdo farsi guerra per avere ragione. Tra due ragioni non esiste torto. Sotto un unico cielo le leggi della natura sono sempre le stesse".

Ecco un primo insegnamento del Saggio fanciullo: rifiutare altre idee ci rende prigionieri dei nostri stessi pregiudizi, confonde le nostre credenze, cela la verità e ci condanna ad una vita nelle ombre.  Se veramente vogliamo comprendere la vera essenza di una qualsiasi cosa, mettiamo ad esempio un tavolo, dobbiamo guardarlo da ogni angolazione, dall'alto, dal basso, davanti, dietro, sopra, sotto, vicino, lontano... Eppure non basta, perché un conto è se lo guarda un falegname, un conto una massaia, o un chimico, un poeta, un gatto...