La Scolastica Araba
Siamo nell'undicesimo secolo, il mondo è diviso in due, da una parte l'Islam, dall'altra il Cristianesimo, due mondi che si combattono a sangue, è il tempo delle Crociate. Entrambi si ritrovano orfani di filosofia. Isb Rushd, per noi Averroè, lo comprende assai bene e cerca di conciliare la filosofia aristotelica con la teologia islamica. Averroè non ha una sua filosofia, il suo compito è trasferire al popolo arabo i testi greci, in particolare Aristotele, il punto culminante del sapere: "la verità somma". Così riprende i filosofi ellenisti, li traduce, li commenta.

In tempi di contrapposizione serrata tra le tre religioni monoteiste, il racconto stupendo è che sono gli studiosi ebrei che, conoscendo l'arabo, traducono i "Commentari" di Averroè in modo che possano giungere in Europa. Una lezione interessante: mentre potenti e sacerdoti si lasciano dietro una scia di morte e distruzione, i filosofi trovano il modo di dialogare e creano una rete in grado di salvare la storia dell'umanità, dando origine al Rinascimento.

Averroè nasce nel 1126 a Cordova, in Andalusia. Dal 756 Qurtub, è araba, nella provincia di al-Andalus. Durante l'epoca d'ora islamica Cordova diventa un centro mondiale della cultura e da i natali ad importanti filosofi, tra i quali Isb Rush, cioé Averroè. Di famiglia aristocratica studia legge come il padre e il nonno, ma è assetato di sapere e studia medicina, matematica, fisica, filosofia… In breve diventa l'Aristotele islamico. Raccoglie i testi aristotelici, li traduce e li commenta: i "Commentari" saranno la base della filosofica cristiana europea.
Il suo lavoro può essere sintetizzato in tre punti: Rapporto Fede Ragione, Creazione del mondo, Intelletto umano e divino. Alla base di tutto il gran problema dell’intelletto e del tempo.

Religione e Filosofia
Il vero problema è che la Religione e la Filosofia cercano la Verità da due prospettive diverse, la prima è narrazione, la seconda è ragionamento. C'è Il pericolo che una cosa può essere vera in senso religioso, ma falsa in senso filosofico, esiste la minaccia di una "doppia verità". Una minaccia che produce un tale timore da evitare qualsiasi ragionamento sul tema. È questo che procura ad Averroè enormi guai, lo abbiamo già visto con Ipazia. Averroè dovrà fuggire in Marocco perché accusato di eresia. Ma non c'è in Averroè alcuna teoria della doppia verità:


"La Verità è una, entrambe derivano da Dio".
"Non c'è ricerca al di fuori della religione. La filosofia è dentro la religione".
"Non vi è miglior modo di rendere omaggio a Dio se non quella di conoscere le sue opere". "Contemplare la natura è pregare, indagarne le leggi è un atto d'amore nei confronti di Dio".
Mi sembra che basti, il pensiero di Averroè è chiaro: Religione e Filosofia non sono in conflitto, sono anzi assolutamente complementari, entrambe alla ricerca dell'unica Verità.
Ma per il mondo islamico, come per quello cristiano, "l'unica Verità è sancita dai testi sacri ". Chiunque pensi solo di indagarla è già di per sé un eretico.

 Riflessione: "Eresia" non è tanto un problema delle idee in sé, ma del contesto in cui vengono espresse e di come queste idee sfidano lo status quo. Filosofi, poeti e scienziati che si impegnano nella ricerca della verità sono visti come minacce perché possono destabilizzare l'autorità consolidata. Tant'è!

L'Intelletto
Religione e Filosofia, Fede e Ragione, Narrazione o Ragionamento. Cosa c’è ad unirli? La risposta la troviamo in Avicenna: l’Intelletto. Andando ancora indietro ci viene in mente Eraclito: “Io sono il meglio, voi siete i più”.
Religione e Filosofia affrontano i temi in maniera diversa e si rivolgono a due target diversi. Il Corano le affronta in ambito etico e si rivolge al popolo indicandogli il sano comportamento, la giusta via. La Filosofia affronta i temi in ambito razionale e si rivolge agli uomini che sanno fare buon uso dell'intelletto per cercare la giusta via. Entrambe le vie portano a Dio, tutti gli uomini sono figli di Dio e hanno lo stesso orizzonte di pace. L’intelletto può essere "attivo, potenziale e acquisito". 

Averroè lo spiega così: nel buio non ci sono colori, quando il sole illumina l'aria porta all'atto i colori; se non ci fosse la luce i colori non esisterebbero, essi sono quindi colore in "potenza". Così, come la luce porta i colori dalla potenza all'atto, l'intelletto divino, cioè "attivo", illumina l'intelletto umano "potenziale". Il quale osservando la Natura può astrarre concetti universali per essere matematicamente consapevole della grandezza di Dio: ”Intelletto acquisito". In pratica l'Intelletto Divino ci illumina, ma se non apriamo gli occhi non possiamo vedere la Bellezza della Natura in quanto Creazione di Dio.
Il mondo è come deve essere, è necessario in quanto creato da Dio per necessità. Non c'è alcun prima e dopo, Il tempo è nato con il mondo, è manifestazione di Dio, che non ha tempo.
Se quindi l'uomo è parte dell'Uno, osservando il mondo egli può cogliere l'ordine divino, può analizzarlo e ricondurlo ad astrazione, a regole fisiche e matematiche. Averroè apre una visione meccanicistica che anticipa il mondo del progresso scientifico. Va da se che tutto questo riguarda anche il nostro tema della Salute.

La Salute
Mentre Avicenna è medico, Averroè affronta la Salute più dal lato filosofico. Riprendono entrambi la lezione di Galeno e la ampliano. Alla base c'è l'Equilibrio degli Umori. Averroè ritiene prioritaria una dieta equilibrata che sia adeguata alla costituzione individuale e alle condizioni climatiche. Poi un'attività fisica regolare, utile per eliminare le tossine dal corpo, che sia adeguata all'età, alla costituzione, all’ambiente.
Non ultima l'igiene personale e ambientale, base per una medicina preventiva. Ci stupisce quando aggiunge come essenziale la “Gestione delle Emozioni”, la rabbia, la tristezza, l'ansia, la paura… “Le emozioni negative influenzano negativamente la salute fisica e mentale”. Promuove quindi tecniche di meditazione e di riflessione filosofica. Consideriamo che ci vorranno altri 900 anni per pensare alla Psicologia in Medicina, anche se in nota Liue Zi Jue lo abbiamo già visto con Qi Bo del terzo millennio a.C.