EFESO, 475 a C.

Vedi quel tipo disteso al sole tutto ricoperto di sterco animale? Sta morendo di idropisia, ritenzione di liquidi nei tessuti sottocutanei. Si chiama Heracleiton, "gloria di Era", è convinto che il sole, scaldando lo sterco di vacca, prosciugherà la sua acqua interna.

Lui dice: "Il Fuoco è il principio di ogni cosa, rappresenta l'energia pura, non è mai statico, è sempre in cambiamento. Scalda e brucia, trasforma e crea, in un ciclo perpetuo di nascita e morte, creazione e distruzione, di nuovo creazione e distruzione, di nuovo...  così in eterno".

Niente esisterebbe se non esistesse il suo opposto, è nel Fuoco che gli opposti fondamentali trovano armonia, il Logos indiviso.  

La morte di Eraclito è paradosso puro. È malato di idropisia, pieno di acqua sottopelle, nelle mani, nelle braccia, nelle gambe, così pesante da non riuscire più a stare in piedi, e se resta coricato gli manca il respiro, gli sembra di soffocare. L'osservazione scientifica della natura dimostra che per asciugare l'acqua occorre il calore, il fuoco, allora si copre di sterco e si mette a prendere il sole. Eraclito è l'inventore dei fanghi terapeutici. Ma la terapia non ha effetto e lui, il filosofo del Fuoco, muore per troppa acqua dentro.

 

L'OSCURO 

Eraclito lo chiamano l'Oscuro, infatti in pochi capiscono quello che dice, parla in modo criptico, sibillino, come un oracolo, della serie: "Non si danno le perle ai porci".

Lui è convinto che gli uomini si dividono in due categorie: o desti o dormienti. I desti sono i saggi consapevoli, i dormienti sono i più: "Io sono il migliore, voi siete i più".

È pericoloso svelar segreti ai più dormienti. Prometeo rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e finì che un'aquila gli mangiava il fegato tutti i giorni.  "I più" sono come sonnambuli, che se tenti di svegliare si incazzano e ti cacciano dalla città. Così lui è andato a vivere eremita sul monte.

"I più" sono dormienti, senza differenze, che siano poveri, ricchi o re. Quando Dario, il grande re di Persia, lo invita alla sua corte, lui rifiuta dicendo: "I dormienti sono condannati a restare lontano dalla Verità a causa della miserabile follia dovuta a insaziabilità dei sensi e ad ambizione di potere".

Ma anche i saggi non lo comprendono, i suoi argomenti sono troppo profondi e complessi, i concetti sono nuovi e difficili, spesso incomprensibili. Come ad esempio la storia del conflitto tra opposti da cui nasce l'Armonia del Logos.  

Eraclito non fa nulla per spiegare, anzi peggio, non vuole donare il fuoco ai più. Quindi scrive come in codice per svelare il segreto solo a chi può intenderlo, altrimenti resta segreto. Un altro come lui Leonardo che scriveva al rovescio come davanti ad uno specchio.

 

 

PANTA REI

"Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume." Eraclito sostiene: "Panta Rei" Tutto scorre.

Secondo lui  l'Arché è il Fuoco, in ogni momento diverso, ma sempre uguale a se stesso. È l'energia pura che brucia e distrugge in un ciclo perpetuo di nascita e morte.  Il Fuoco rappresenta gli opposti fondamentali per l'armonia dell'universo, niente esisterebbe se non esistesse il suo opposto.

"La legge segreta del mondo risiede negli opposti che si combattono tra loro ma non possono fare a meno l'uno dell'altro: fame e sazietà, ricchezza e povertà, pace e guerra, amore e odio, vita e morte."

 In tale dibattito tra contrari ("Polemos, da cui il termine "polemica") Eraclito stabilisce la legge fondamentale della natura: dall'Armonia degli opposti il Logos indiviso, ingenerato e imperituro, indivisibile e immutabile, che governa l'Universo.

Curiosità:  "Bìos" in greco significa "Vita", "che vive", come in Biologico, Biochimico, Antibiotico, ma attenzione, solo se metti l'accento sulla 'i', Bìos, perchè se metti l'accento sulla 'o', Biòs, significa "l'arco che da la morte". Ecco: "Vita e morte", "Yin e Yang", ed Eraclito, detto l'oscuro lo scrive senza accento.  

 

STRANE ANALOGIE

Galeno mi sorride soddisfatto e resta in silenzio per concedermi il tempo della riflessione. A me torna in mente l'immagine del Tai Ji: due opposti che in armonia formano il Tao. Dalla notte nasce il giorno, dalla sofferenza la gioia, dalla vita la morte.

 "Il principio è un Vuoto Sublime e indiviso, poi d'incanto scaturiscono due opposti: Yin e Yang, che in equilibrio trovano armonia nel Tao in un continuo e perenne divenire ".

Mi pare ci siano delle analogie tra Eraclito e la filosofia taoista. Adesso ho anch'io qualcosa per stupire Galeno. Ecco: gli propongo un viaggio dall'altra parte del mondo, in Cina, nel quinto secolo aC.  Lo porto a conoscere un filosofo contemporaneo di Eraclito, l'autore del "Libro della Via e della Virtù", il cui nome significa "il vecchio saggio bambino".

Ci penso, l'idea mi piace, ma Galeno mi anticipa, si dirige rapidamente verso un cassettone pieno di rotoli, ne prende uno e srotola una pergamena di colore chiaro scritta con inchiostro nero in colonne fitte e strette: "De temperamentis".

Me lo mostra, per me è arabo, in realtà si tratta di greco antico. Con orgoglio dice: "Questo è il mio libro più caro, il fondamento della medicina.  Vieni con me, andiamo a parlare con Ippocrate, sarà lui in persona a spiegarti la "Teoria dei quattro umori".