"Ricorda che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi."

La Filosofia è un fantastico viaggio che va al di là di tempo, spazio e pensieri. Siamo nel secondo secolo dopo Cristo, a Pergamo, Asia Minore, 250 km a nord da Mileto, dove con Talete nacque la filosofia, non distante dall'isola di Coos, dove con Ippocrate nacque la medicina.
Un giovane studente di 16 anni, sta salendo con gran fatica sul monte, sa bene che per conquistare una qualsiasi vetta occorre sacrificio.

È determinato, ma pensieroso, procede con passo incerto, indossa la tunica di lino delle grandi occasioni, desidera raggiungere il tempio di Asclepio per chiedere un oracolo al dio, un consiglio sul suo destino.

Si chiama Galeno, suo padre, Nikon, è un facoltoso architetto, di famiglia aristocratica, colta, potente.
A soli 14 anni lo iscrive all'università di Pergamo, la più famosa e dura di quei tempi. Studia agricoltura, architettura, astronomia, soprattutto filosofia: Platone, Aristotele, Eraclito, Epicuro... Ma lui si è perdutamente innamorato di Ippocrate. Suo padre lo vuole filosofo e architetto, e lui non sa che fare: filosofia o medicina? La sentenza dell'oracolo è per lui illuminante, tanto che poi lo metterà a titolo di uno dei suoi numerosi libri: "Quod optimus medicus sit quoque filosofus", "Il miglior medico è anche filosofo". Ed è proprio questa la cifra di tutta la sua opera, il fondamento della sua medicina: "Il miglior medico è anche filosofo"". 

A 20 anni Galeno va a Smirne, a Corinto, ad Alessandria, dove rimane cinque anni per approfondire l'anatomia. Tornato a Pergamo conquista ben presto la fama di "medico esperto". Così, quando ha 33 anni, decide di fare il grande salto: andare a Roma Caput Mundi. Ma subito si trova schiacciato tra contrapposte fazioni di medici, integralisti e violenti. Deve scappare e riparare nella sua Pergamo. Questo episodio, per comprendere il suo pensiero, è determinante: sarà sempre nemico di ogni medicina settaria, "la morte della medicina", diceva, pensiero ancora attuale.
Ma Claudio Galeno ormai è famoso, nel 168, Marco Aurelio lo vuole medico militare nella campagna di Aquileia, guidata personalmente dall'imperatore. Così fa esperienza di traumi, ferite, epidemie, carestie, e ne deduce un concetto medico importante: le ferite, i traumi, il dolore sono "le finestre del corpo". Questo merita una riflessione: il sintomo, la fatica, il dolore, sono il modo con cui il nostro corpo ci parla, dobbiamo ascoltarlo, comprenderlo, mai reprimerlo. È un insegnamento: "La malattia non è solo un impedimento, è soprattutto opportunità di guarigione".

Vinta la ribellione dei marcomanni, Marco Aurelio lo porta a Roma come suo medico personale. Per proteggerlo dalle fazioni dei medici romani sempre più agguerrite, dichiara: "Galenus è il migliore tra i medici, l'unico tra i filosofi", per dire. "lasciatelo in pace". Ma i suoi avversari, per denigrarlo, lo chiamano "Logiatros", "medico a parole", come me adesso.
La sua fama cresce a dismisura, cura Fabio Boezio, Lucio Vero, Settino Severo, anche Commodo, il figlio tiranno di Marco Aurelio. Clarissimus Galenus muore nel 216 a Palermo, di ritorno da un viaggio in Asia Minore.

Nota Curiosa: Claudio Galeno non si chiamava affatto Claudio, questo nome lo misero nel rinascimento perché i suoi libri erano firmati "Cl. Galenus", Ci elle stava per "Clarissimus", cioè splendido, illustre, insigne, nitido... Non per Caludius. Che ci volete fare la storia va spesso così!

Se dico Galeno penso subito al laboratorio del farmacista, ai simboli della sua Arte: Bilancia e Mortaio. Questi due semplici oggetti custodiscono i più antichi segreti della tecnica e della filosofia della salute.
Eppure non bastano, manca un terzo elemento. Per fare il pane occorre farina, lievito, acqua, sale, fuoco e...
Di questo parleremo nel prossimo capitolo: BILANCIA MORTAIO E....