UN SALUTO A GALENO
Caro Galeno, ora ti saluto, siamo giunti ad un confine, ad un taglio netto tra filosofia antica e filosofia moderna. Dal 1600 infatti c’è “un prima e un dopo Cartesio”. E tutto cambia, per quattro secoli restiamo divisi tra vecchio e nuovo, almeno finché non rimettiamo tutto insieme, perché “tra il vecchio e il nuovo c’è sempre il meglio”.
Con l'avvento del razionalismo scientifico prevale la netta separazione cartesiana tra mente e corpo, la tecnologia sale a vette inimmaginabili, la medicina esplode in una miriade di super specializzazioni verso un’evoluzione stupefacente. la Salute, intesa come “Equilibrio”, armonia degli opposti, diventa “Efficienza”, produzione, assenza di malattia. Tant’è.


“Sed ubi est error!” tu mi chiedi, io non so ancora come rispondere, per questo vado vagando nelle storie della filosofia. Forse, ubriachi di innovazione, di fronte ad uno stupefacente aumento della ricchezza, abbiamo dimenticato qualcosa di importante, l’impressione è di aver buttato via il bambino con l’acqua sporca. Ma, caro Galeno, abbiamo ancora bisogno di Aristotele, Platone, Ippocrate, Galeno. Che cosa sono 400 anni di fronte a tutta la nostra storia?
La Fisica quantistica, la biologia molecolare, le neuroscienze stanno dimostrando, con lo stesso rigore scientifico cartesiano, che l'uomo e il cosmo sono interconnessi attraverso un’energia primordiale. Noi possiamo chiamarlo anche “Pneumà”, o “Qi”, o “Energia”, non importa, ma c’è anche se non si vede, come l’elettricità per la mia lampadina.
La Medicina le rincorre con difficoltà, ma considera di nuovo (O.M.S.) che “la Salute è un dinamico equilibrio tra Corpo-Mente ed Energia”. Ci rivedremo, perché torneremo tra quattrocento anni a parlare di Salute, di Ambiente, Equilibrio e Integrazione.

PARACELSO
Intanto, per arrivare a Cartesio, devo aggiungere all’elenco due filosofi fondamentali. Filippo Paracelso (1493-1541) e Andrea Vesalio, (1514-1564).
Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, alias Paracelso, filosofo, medico, alchimista, svizzero. Compagni e colleghi lo chiamano Bombatus, Pompatus, che sta per pomposo, arrogante, teatrale... e non hanno torto. Un giorno in aula li accusa di dogmatismo, ignoranza e malafede, e brucia i testi di Ippocrate e Galeno urlando con disprezzo: "I vecchi libri non hanno più valore, ora contano solo l'esperienza e l'osservazione diretta".
Un collega si oppone, ma lui lo minaccia, gli grida che se non fa silenzio lui può usare una sola goccia di un elisir segreto per ucciderlo senza che qualcuno se ne accorga. Bombatus, antipatico, ma innovatore.

Paracelso rappresenta il punto di partenza di una nuova tradizione medica. Sostiene che “Le malattie derivano da specifici agenti esterni come minerali e veleni”, promuove quindi l'uso di composti chimici e pone le basi della farmacologia moderna. Malgrado ciò ha una visione integrata tra uomo e natura, unisce la scienza empirica con la filosofia naturale e l'alchimia. Dice: “Il medico è il ministro della Natura”. L'uomo è un microcosmo intimamente connesso con l'universo. La malattia è il risultato di uno squilibrio tra le forze interne ed esterne. 
Paracelso è considerato il fondatore della medicina moderna in quanto rifiuta i dogmi della medicina scolastica, basata appunto su Galeno e Ippocrate. Lui non riconosce la teoria ippocratica dei Quattro Umori”, sostiene che le malattie sono causate da agenti esterni come sostanze tossiche. Il suo motto "la dose fa il veleno" evidenziava l'importanza del dosaggio nella somministrazione dei farmaci e il suo collegamento con il pensiero di Galeno.

VESALIO
Nottetempo, quando la notte è più buia, quattro amici si aggirano nei cimiteri a rubar cadaveri. Devono portarli all’università per effettuarne la dissezione davanti medici, scienziati e studenti. Siamo nella prima metà del 1500 e finalmente è possibile sezionare cadaveri. Andreas Vesalio non ne trova abbastanza per le sue ricerche e inizia la sua carriera come ladro di salme.
“Galeno sezionava solo scimmie e diceva cavolate”.
Andreas Vesalio (1514-1564), medico fiammingo, è considerato il padre della moderna anatomia, rivoluziona la conoscenza anatomica attraverso l'osservazione diretta, la dissezione dei cadaveri e un'accurata documentazione anatomica.
"Quel pazzo visionario di Galeno dice che nel cuore risiede il Pneuma.” Vesalio mostra in alto un cuore umano spaccato a metà. “Ecco, osservate bene questo cuore, vedete per caso il fantomatico Pneuma?”

Vesalio si accanisce sulle discrepanze tra la descrizione del corpo umano data da Galeno e la realtà osservabile nei corpi umani. Il suo scopo dichiarato è di mettere in discussione la validità di tutte le teorie galeniche per fornire una nuova base della fisiologia e dell'anatomia. Ridimensiona l'importanza della metafisica e promuove un approccio empirico basato sull'osservazione diretta. 
"Ciò che non si vede scientificamente non esiste".
Purtroppo il suo atteggiamento presuntuoso, arrogante, non dialogante, innervosisce accademici ed ecclesiastici, tanto che deve rifugiarsi in convento e dedicarsi alla meditazione e alla preghiera. Ma la sua opera "De humani corporis fabrica" (1543) è fondamentale, il primo atlante anatomico con illustrazioni dettagliate del corpo umano basate su dissezioni reali. Un lavoro che sfida le autorità della medicina tradizionale basata principalmente sugli scritti di Galeno, per questo viene trattato come un eretico in quanto sfida lo status quo.
Vesalio incarna il passaggio dal pensiero medievale al razionalismo scientifico. Il suo approccio segna una svolta verso un metodo basato sulla verifica e sull'indagine critica. Contribuisce così a promuovere una visione del corpo umano diviso in parti e funzionante come una macchina complessa, ma comprensibile attraverso la ricerca scientifica. In pratica apre la strada all’avvento di Renato Cartesio.