La rivoluzione filosofica nata da Cartesio ha portato la medicina ad uno stupefacente sviluppo scientifico, ma ha generato fratture tra “uomo vivo e uomo morto”, tra mente e corpo, cielo e terra. Infine ha prodotto specializzazioni e super-specializzazioni separando tra loro organi e apparati. 
La mia esperienza di medico non coincide con tale razionalismo scientifico. L’idea di Salute che mi tramettono ogni volta i pazienti è che l’uomo è “uno”, un corpo più una mente in stretto rapporto con l’ambiente circostante.

Io resto a parlare con loro e sempre scopro che una sofferenza fisica può essere compensata in parte da una mente vivace e in piena attività. Dico loro di raccontare i sintomi, i fastidi, le sensazioni, di fatto faccio terapia nell’intenzione di provocarne consapevolezza, risvegliare il bisogno di una condizione di armonia globale e stimolare l’energia potenziale di guarigione, la vecchia “Vis medicratis naturae”.

Ho letto l’articolo su Cartesio, mi sono messo a fare una ricerca su internet e ho trovato un bel blog: https://paolomaggi.wordpress.com

Paolo Maggi: “Che la salute sia una questione di armonie è ampiamente evidente nelle stesse dinamiche del nostro corpo: un dolore cronico dovuto ad una malattia banale, diciamo il solito mal di schiena, e che, per questa ragione, non sia destinato necessariamente a peggiorare, innescherà nel mio corpo una serie di meccanismi di compenso e di assuefazione per cui, alla lunga, finirò quasi per non accorgermi più della sua presenza. Così il dolore rappresenterà un aspetto della vita, non dico normale, ma come tanti altri. Del pari, il deficit di un organo o di una funzione sarà compensato da altri organi e da altre funzioni in un gioco di equilibri che ha come finalità il ripristino di un’armonia tra le parti che, peraltro, non è mai un’equivalenza.
Va da sé che, quando il medico si limita alla semplicistica dicotomia presenza- assenza di malattia, ma non entra in questo complesso gioco di armonie, avrà capito ben poco del suo paziente. Lo riterrà guarito, quando invece è ancora nel pieno della sua sofferenza, perché è lontano dall’aver raggiunto quell’armonia complessiva che è così ben tratteggiata dalla definizione dell’OMS. Per esempio, noi sistematicamente ci dimentichiamo che non è sufficiente fare uscire la malattia dal corpo se questa non è uscita anche dalla mente.

La salute è armonia tra le varie parti del corpo, del corpo con la mente e dell’uomo con l’universo che lo circonda. Questo concetto era ben chiaro alla scienza pre-galileiana. Platone, nel Fedro, fa dire a Socrate che la salute dell’anima e quella del corpo fanno parte di un equilibrio complessivo e inscindibile. Per Platone infatti la salute è qualcosa che coinvolge la totalità dell’essere.
Per esprimere questo concetto egli usa il termine di hòle ousía che, in greco, vuol dire totalità dell’essere, ma anche essere sano. La salute deve coinvolgere l’intera persona, oppure non esiste. E il medico deve intervenire sull’intera persona. Per questa ragione, dice Socrate nel Fedro, la conoscenza del medico non deve riguardare solo il corpo, ma anche l’anima. E ciò non basta ancora, dice sempre il filosofo, perché egli deve conoscere il tutto.”

 

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