Home
N 24. IL PROBLEMA MENTE CORPO
Appunti sintetici sul problema del rapporto Mente Corpo in Filosofia della Salute
in Aristotele
Secondo Aristotele ogni essere vivente è composto da due principi fondamentali: forma (eidos) e materia (hyle). Da qui la sua concezione hyulomorfica, La Materia rappresenta il substrato potenziale, ciò che può assumere varie forme. La Forma rappresenta l'attualizzazione della materia, ciò che conferisce una determinata struttura e funzionalità.
- Scritto da Administrator
23. "Non cogito ergo habeo".
MENTE E CORPO -
René Descartes da le carte, mette sul piatto il problema dei problemi, punta una grossa posta al buio e infine butta giù una carta farlocca che è come una pinella di burraco mentre si gioca a briscola.
Lui dice: “L’unica certezza è che dubito e quindi penso”. Fin qui le carte sono corrette: “Res Cogitans” e “Res Extensa”, la prima è il Cogito, la seconda è la Forma, Materia, il Pensiero e il Corpo, due entità totalmente separate.
- Scritto da Administrator
22. La mosca di Cartesio
René sta disteso sul letto in un cogitabondo dormiveglia quando una mosca si posa sul suo importante naso. È stanco e imbelle, non trova nemmeno la forza di cacciarla via. Inizia a cogitare: “Quale distanza c’è tra la mosca e il soffitto?”
Un pensiero tira l’altro: “Quale distanza tra la mosca e il pavimento?”
L’immagine è una linea verticale che va dalla punta del naso fino al soffitto e poi fino al pavimento. Un pensiero tira l’altro e… “Posso anche disegnare una linea orizzontale dal mio naso alla spalliera del letto e poi fino a quel brutto quadro di avo sconosciuto sulla parete davanti”.
- Scritto da Administrator
21. Cartesio l'imbelle
Ora scordiamo Galeno perché arriva Cartesio. Svuotiamo la tazzina” e ricominciamo da capo.
Nella storia della Filosofia c’è un prima e un dopo Cartesio, è lui lo spartiacque della medicina moderna, il genio imbelle a cui si deve la supremazia della cultura occidentale e il nostro stupefacente progresso scientifico. Governa da 400 anni, è lui, Renè Descartes, il nuovo punto di riferimento, il maestro del dubbio che supera sé stesso, il dispensatore dell’unica certezza razionale: "Dubito ergo Cogito ".
- Scritto da Administrator
C.26 Poesia: I Lupi
"Trapassato futuro" é una raccolta di poesie di Antonello Bianchi. Trapassato Futuro è un ossimoro "che rischia di declinare il nostro avvenire se l'homo sapiens non saprà declinare una nuova grammatica".
Quando stavo pensavo a Hobbes e alla sua paura, è capitato (non per caso o per coincidenza, ma evidentemente per risonanza) che Antonello mi ha donato una sua raccolta poetica. E guarda caso la prima poesia è intitolata: "I Lupi"
- Scritto da Antonello Bianchi
26. La Paura di Hobbes
Thomas Hobbes (1588-1679) è “gemello della paura”, per noi un interessante caso umano: se ci chiediamo a quale approccio mentale può portare l’ossessione della paura, Hobbes fa al caso nostro. Ci interessa perché nell’attuale periodo storico siamo tutti intrappolati dalla paura: il cambiamento climatico, alluvioni e siccità, “terra guerra mondiale”, bombe intelligenti, intere città rase al suolo, donne e bambini uccisi, in più un’evoluzione tecnologica che va verso un’intelligenza da grande fratello, e così via incluso la paura del diverso
- Scritto da Administrator
N 00a Le Illustrazioni
“La mia città invisibile”: un racconto parallelo. Sono particolari di una città immaginata, tratti da 180 tavole 15x45 in acquerello e tecnica mista. Tutti insieme fanno un racconto e un invito al gioco.
“La mia città invisibile” è nata durante la preparazione di un progetto scolastico per ragazzi di terza media dedicato ad Italo Calvino, precisamente per proporre “Le città invisibili”. È un testo semplice e fantastico, rapido e leggero, ma al contempo complesso e molteplice, difficile da proporre ai ragazzi delle medie.
- Scritto da Eva Incocciati
18.Tommaso Moro e l'Utopia
TOMMASO MORO
Con Tommaso Moro entriamo nel mondo dell'Utopia, con l'accento sulla "ò": "Utòpia". La "U" sta per "non", "tópos" sta per "luogo", quindi "senza luogo". È la città inesistente, l'isola che non c'è, seconda stella a destra, un classico merito di Thomas More del 1516.
Prima di lui il solito Platone descrive una sua città ideale: la felicità prima di tutto. La salute il mezzo indispensabile per l'equilibrio tra le parti, sia sociale sia individuale. Ma spetta a Sir Thomas More la gloria di aver coniato il termine "Utopia" come approccio filosofico e genere letterario.
- Scritto da Administrator
17. I Tre Tommasi: d'Aquino
Perché TRE
Anche questo capitolo nasce per divertimento, perché mi piace il titolo: "I Tre Tommasi". Sono tre personaggi diversi, appartengono a tre epoche differenti, hanno idee originali, a unirli è il nome
Tommaso d’Aquino è nel Medioevo, 1225-1274, monaco domenicano, il più grande teologo della Chiesa; Tommaso Moro è nel Rinascimento, 1478 – 1535, cancelliere del Re Enzico VIII che poi lo decapita, ottimo statista, soprattutto scrittore umanista. Infine Tommaso Campanella nel tardo Rinascimento, 1568 – 1639, politico, rivoluzionario, poeta, scrittore.
- Scritto da Administrator
Pagina 1 di 3