Racconti
La Scolastica Araba
Siamo nell'undicesimo secolo, il mondo è diviso in due, da una parte l'Islam, dall'altra il Cristianesimo, due mondi che si combattono a sangue, è il tempo delle Crociate. Entrambi si ritrovano orfani di filosofia. Isb Rushd, per noi Averroè, lo comprende assai bene e cerca di conciliare la filosofia aristotelica con la teologia islamica. Averroè non ha una sua filosofia, il suo compito è trasferire al popolo arabo i testi greci, in particolare Aristotele, il punto culminante del sapere: "la verità somma". Così riprende i filosofi ellenisti, li traduce, li commenta.
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Perché TRE
Anche questo capitolo nasce per divertimento, perché mi piace il titolo: "I Tre Tommasi". Sono tre personaggi diversi, appartengono a tre epoche differenti, hanno idee originali, a unirli è il nome
Tommaso d’Aquino è nel Medioevo, 1225-1274, monaco domenicano, il più grande teologo della Chiesa; Tommaso Moro è nel Rinascimento, 1478 – 1535, cancelliere del Re Enzico VIII che poi lo decapita, ottimo statista, soprattutto scrittore umanista. Infine Tommaso Campanella nel tardo Rinascimento, 1568 – 1639, politico, rivoluzionario, poeta, scrittore.
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TOMMASO MORO
Con Tommaso Moro entriamo nel mondo dell'Utopia, con l'accento sulla "ò": "Utòpia". La "U" sta per "non", "tópos" sta per "luogo", quindi "senza luogo". È la città inesistente, l'isola che non c'è, seconda stella a destra, un classico merito di Thomas More del 1516.
Prima di lui il solito Platone descrive una sua città ideale: la felicità prima di tutto. La salute il mezzo indispensabile per l'equilibrio tra le parti, sia sociale sia individuale. Ma spetta a Sir Thomas More la gloria di aver coniato il termine "Utopia" come approccio filosofico e genere letterario.
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UNA VITA RIBELLE
Tommaso Campanella nasce in Calabria con la rivoluzione nelle ossa, è disposto a tutto e passa 27 anni in galera per morire in esilio a Parigi. Il suo progetto politico è degno di Utopia. La sua “Città del Sole” poggia su due pilastri: “Educazione” e “Salute”. Per chi si interessa di “Educazione Sanitaria” è quanto basta per ascoltarlo con attenzione.
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UN SALUTO A GALENO
Caro Galeno, ora ti saluto, siamo giunti ad un confine, ad un taglio netto tra filosofia antica e filosofia moderna. Dal 1600 infatti c’è “un prima e un dopo Cartesio”. E tutto cambia, per quattro secoli restiamo divisi tra vecchio e nuovo, almeno finché non rimettiamo tutto insieme, perché “tra il vecchio e il nuovo c’è sempre il meglio”.
Con l'avvento del razionalismo scientifico prevale la netta separazione cartesiana tra mente e corpo, la tecnologia sale a vette inimmaginabili, la medicina esplode in una miriade di super specializzazioni verso un’evoluzione stupefacente. la Salute, intesa come “Equilibrio”, armonia degli opposti, diventa “Efficienza”, produzione, assenza di malattia. Tant’è.
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Ora scordiamo Galeno perché arriva Cartesio. Svuotiamo la tazzina” e ricominciamo da capo.
Nella storia della Filosofia c’è un prima e un dopo Cartesio, è lui lo spartiacque della medicina moderna, il genio imbelle a cui si deve la supremazia della cultura occidentale e il nostro stupefacente progresso scientifico. Governa da 400 anni, è lui, Renè Descartes, il nuovo punto di riferimento, il maestro del dubbio che supera sé stesso, il dispensatore dell’unica certezza razionale: "Dubito ergo Cogito ".
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René sta disteso sul letto in un cogitabondo dormiveglia quando una mosca si posa sul suo importante naso. È stanco e imbelle, non trova nemmeno la forza di cacciarla via. Inizia a cogitare: “Quale distanza c’è tra la mosca e il soffitto?”
Un pensiero tira l’altro: “Quale distanza tra la mosca e il pavimento?”
L’immagine è una linea verticale che va dalla punta del naso fino al soffitto e poi fino al pavimento. Un pensiero tira l’altro e… “Posso anche disegnare una linea orizzontale dal mio naso alla spalliera del letto e poi fino a quel brutto quadro di avo sconosciuto sulla parete davanti”.
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MENTE E CORPO -
René Descartes da le carte, mette sul piatto il problema dei problemi, punta una grossa posta al buio e infine butta giù una carta farlocca che è come una pinella di burraco mentre si gioca a briscola.
Lui dice: “L’unica certezza è che dubito e quindi penso”. Fin qui le carte sono corrette: “Res Cogitans” e “Res Extensa”, la prima è il Cogito, la seconda è la Forma, Materia, il Pensiero e il Corpo, due entità totalmente separate.
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