Hobbes non capisce niente, di uomini, di animali, tantomeno di bestie. Lui dice: “Homo Homini lupus”, lo ripete a ritmo di rap: “l’uomo è lupo tra i lupi” Dice che l’uomo per natura è un lupo cattivo, crudele, bestiale, inaffidabile, un essere egoista che pensa solo per sé. Mi permetto di confutare tale tesi di cattivismo nostrano.

Innanzitutto non è detto che un animale sia per forza bestiale. A dir la verità nessun animale raggiunge il grado di bestialità di cui è capace l’uomo. Lo vediamo tutti i giorni al TG. 
Gli animali sono tanti, ognuno ha il suo carattere. Ci sono animali domestici e selvaggi, docili o aggressivi, affettuosi o ruggenti, mansueti o feroci, mosci o arrapati.

 Anche gli uomini sono diversi: c’è l’uomo lupo, l’uomo orso, la donna giraffa, l’uomo gatto, la donna cerva, l’uomo ragno, la donna gallina tanto per entrare nei luoghi comuni.
“Homo homini lupus”, ma non capisce niente di lupi. Conosce solo il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso, non intende Lupo Alberto, Zanna bianca, Wile il Coyote, il richiamo della foresta. Lui non balla coi lupi, ha solo paura del lupo.

Allora ha bisogno di qualcuno che lo protegga, ma deve essere molto più forte e crudele di lui in modo che tutti devono ubbidirgli. Ecco: Hobbes desidera un mostro biblico, un Leviatano che mantenga l’ordine contro il caos. Non gli importa dove ci può condurre, l’essenziale è che sia un uomo forte. Tant’è!
Hobbes è un prodotto della paura, è pauroso, pavido, codardo, fifone, un cacasotto, persino capace di rinunciare ad ogni libertà pur di sottomettersi ad un sovrano che gli garantisca una falsa sicurezza. Un capo tribale che gli procuri un capro espiatorio a cui addossare la sua paura, da distruggere.

Penso che Hobbes rasenti la malattia mentale. Non sono un esperto, ma credo che soffra di un disturbo Ossessivo-Compulsivo, caratterizzato da pensieri intrusivi, ricorrenti e immagini mentali che gli procurano una profonda incertezza alimentando ancor più la sua paura. 
Allora per sentirsi cerca un capo-popolo. Ho il fondato timore che sia una patologia contagiosa, in questi nostri tempi di fancazzismo liquido forse è proprio una pandemia da momento che l’hobbismo cattivista coinvolge quasi metà della popolazione.