Ho letto nel racconto su Averroè (n.16) una differenza interessante tra Fede e Ragione.
La Religione si basa sulla narrazione (predicazione). La Ragione si basa sulla Logica, è argomentazione (ragionamento). Il racconto dice che non è possibile rispondere ai questi sol solo con dogmi e tabù. È questo quel che ha compreso Sant’Agostino, e prima ancora Avicenna e Averroè: per dialogare occorrono filosofia e scienza.
Mi è tornato in mente torna in mente mentre guardavo svogliatamente un dibattito in tv. Mi sono chiesto: ma certi personaggi che straparlano conoscono Sant’Agostino? Ho i miei dubbi, ultimamente nei dibattiti vedo sempre due sponde, è come se parlassero due lingue diverse. Da una parte c’è chi predica proponendo una narrazione senza domandarsi se vera o falsa, l’importante che piaccia all’audience, dall’altra c’è chi ragiona facendo il soporifero e citando fatti e cifre.
Il problema è che oggi qualsiasi ragionamento va a sempre a finire in caciara. L’obiettivo dichiarato (da costoro, non da tutti) è che il povero spettatore non ci capisca un accidente. È vero che il cittadino oggi, con la paura che sente, ha un assoluto bisogno di una buona narrazione che lo tranquillizzi, ma in molti sentono necessità di argomenti, di problem solving che lo indirizzi. Il dramma è che due approcci non si incontrano mai, caciara. E così giro-girotondo casca il mondo.
"Sua sponte se damnavit". Tant’è!